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L’ambiente più favorevole al neonato, probabilmente l’unico per lui comprensibile, è quello più simile a quello della vita prenatale.

La fascia, nel suo avvolgere il bambino in modo uniforme, offre un adeguato contenimento per farlo sentire sicuro, lo circonda di suoni e odori familiari, di calore e lo tiene vicino al cuore. Conoscere il mondo da una base così sicura è tutta un’altra cosa!

Dopo la nascita il bambino ha bisogno di ricevere nutrimento, protezione e accoglienza. 
I modi che la natura ha messo a disposizione per fare questo sono l’allattamento al seno e il portare i piccoli in braccio. Ambedue queste situazioni creano un continuum tra i 9 mesi passati dal bambino all’interno dell’utero e il periodo successivo al di fuori dell’utero.
Questo periodo successivo (circa 9 mesi) serve a far maturare il sistema nervoso, che deve ricevere stimoli filtrati sul piano emotivo e il sistema muscolare-scheletrico che non deve essere sottoposto a stress.

Dal punto di vista fisiologico essere portato in fascia permette di rispettare la naturale posizione della schiena, mentre nella posizione distesa sulla schiena il bambino accumula tensioni che non riesce a scaricare da solo. La posizione con le gamebette aperte aiuta a prevenire la displasia dell’anca.

Soddisfacendo il suo bisogno di sicurezza, il bambino può sperimentare, via via che cresce, la sua capacità di movimento. La percezione dei movimenti del genitore attraverso il contatto gli permette di scaricare le tensioni in eccesso e lo aiuta a sentire come funziona il proprio corpo.

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